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GILETTI, I NEOBORBONICI E SEI MILIONI DI PERSONE...

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Qualche pensiero di ritorno da Roma e dall'Arena di Giletti su Rai Uno (mentre sul mio profilo personale di facebook sono già oltre mille i "mipiace" e diverse centinaia i commenti -anche commoventi- e le condivisioni!). Sapevamo cheavremmo avuto spazi ridotti (per giunta ancora di più di quelli previsti per le cronache nere di queste ore). Sapevamo di giocare in trasferta (clima da decenni "ostile", tipo Juve-Napoli per capirci). Non ci aspettavamo di avere comunque 5 minuti netti concessi e/o strappati (tensione e preoccupazione: noi spesso in tv ma vi assicuro che questa non era facile), con il passaggio di tre o quattro concetti chiari (nessuna voglia di scherzare su questi temi, contro i razzismi antimeridionali negli stadi e fuori, le verità sui massacri, sui saccheggi, sull'emigrazione e sui nostri giovani a Scampia e altrove, tutti temi finalmente "ufficializzati" dalla presenza in studio dei neoborbonici). Non ci aspettavamo l'affettuosa accoglienza (e gli "applausi" finali) di un paio di redattori borbonici e neanche gli ottimi interventi meridionalisti della senatrice Lezzi di M5S. Non ci aspettavamo che Giletti fosse sostanzialmente rispettoso-timoroso (forse per le proteste/boicottaggi di questi anni?), che puntualizzasse più volte sul ruolo di Napoli capitale o della criminalità nazionale e non solo napoletana (fatto inedito per chi conosce L'Arena). Non ci aspettavamo neanche che, salutandomi dopo la trasmissione, mi manifestasse la sua volontà di tornare su questi temi ("mi piace il vostro approccio carico di passione e di orgoglio"). Insomma, sommando tutto questo ai circa 6 milioni di spettatori (folle chi pensa che si potesse rinunciare!), alle storiche chiusure della Rai sui nostri temi e al fatto (lo avete saputo?) che io non sono stato nominato (ancora) direttore della Rai e non ho (ancora) preso il posto di Giletti... 3 a 0 in trasferta!!! E torniamo a casa stanchi ma soddisfatti e sempre più convinti che qualcosa, dalle nostre parti, sta cambiando dopo 150 anni.

 

GRAZIE a Salvatore Lanza "in campo" con me. GRAZIE alle centinaia di persone che (anche dagi USA o dalla Germania) in queste ore mi hanno inviato suggerimenti e complimenti facendomi sentire più forte con il loro duosiciliano affetto!

Gennaro De Crescenzo