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Dossier Invalsi

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“Parlamento delle Due Sicilie – Parlamento del Sud”

IV COMMISSIONE – Cultura e Istruzione

Protocollo 5/2010

All’INVALSI 

Al Ministero dell’Istruzione 

e p.c. all’Associazione Nazionale Presidi, 

CIGL SCUOLA, CISL SCUOLA, UIL SCUOLA, SNALS SCUOLA

 

DOSSIER INVALSI

L’INVALSI è l’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione; le sue attività sono legate anche all’OCSE-PISA (Organizzazione internazionale per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico - Programme for International Student Assessment).

Periodicamente l’INVALSI raccoglie dati relativi alla situazione scolastica italiana comparata tra le regioni e le aree regionali italiane e con il resto del mondo.

Si tratta sostanzialmente di somministrazione di test (in grandissima maggioranza a risposta multipla, con una possibilità di risposta su 4 possibilità proposte) di italiano e di matematica per un campione significativo di allievi.

Da maggio 2010 sono partite le indagini relative alla scuola primaria (elementare) e alla scuola secondaria di primo grado (media).

Nell’anno scolastico 2008/2009 i risultati relativi alle scuole medie italiane furono al centro di diversi dibattiti e di diverse polemiche.

I dati inizialmente raccolti (“dati grezzi”) rivelavano un sostanziale equilibrio tra i risultati del Nord, del Centro e del Sud dell’Italia (ITALIANO: media Nord: 28.3; Centro: 28.8; Sud: 28.4; media Italia: 28.4. MATEMATICA media Nord: 19.0, Centro: 19.5; Sud: 19.8; media Italia: 19.4).

In un secondo momento (non è stato accertato se in seguito ai naturali commenti) i dati furono corretti perché, secondo la tesi dell’INVALSI, furono riscontrati “comportamenti opportunistici” in alcune scuole del Sud ed in particolare della Campania, della Calabria, della Sicilia e della Puglia.

Furono applicati, allora, il “metodo statistico dell’hard clustering (che non supera, però, totalmente il problema della presenza dei dati anomali) e un approccio sfuocato (fuzzy logic) in grado di fornire ad ogni studente un coefficiente di correzione attenuando così in maniera considerevole l’incidenza di comportamenti opportunistici” (per questa e per le altre notizie v. Rapporto sull’esame di stato I ciclo, anno scolastico 2008/2009, pubblicato a cura  dell’INVALSI, Roma, 2009, pp. 23 e sgg.).

 

I risultati furono significativamente modificati: “per il Sud l’effetto della correzione assume un rilievo più consistente. Il punteggio medio grezzo d’italiano si riduce di oltre tre punti e quello della matematica di oltre quattro” (ITALIANO, Nord: 27.9, Centro: 27.9;  Sud: 25.1; Italia: 26.8. MATEMATICA, Nord: 18.5; Centro: 18.2; Sud:15.5; Italia: 17.2).

Al di là delle dichiarazioni ufficiali dei responsabili dell’INVALSI (cfr. intervista del presidente IVALSI, dr. Pietro Cipollone, La Repubblica, 11 agosto 2009), sono prevalse due tesi tuttora sostenute e divulgate dai media:

a)     la tesi di una competizione in particolare tra il Nord e il Sud dell’Italia (Repubblica 11/8/09: “Nessuna revisione da leghisti il nostro è un metodo scientifico”; “primi i ragazzini nel Nord, secondi i compagni del Centro e buoni ultimi quelli del Sud”; Repubblica, 14/8/09: “Il Sud batte il Nord anche alle scuole medie”; Il Sole 24 Ore, 11/8/09: “Il Nord vince i test alle medie”; L’Avvenire, 11/8/09: “In terza media vince il Centro-Nord”);

b)    la tesi dei docenti del Sud che, in sintonia con i luoghi comuni più beceri e diffusi ai danni dei meridionali, avrebbero adottato un comportamento truffaldino evitando di controllare gli allievi o suggerendo addirittura le risposte (Repubblica on line del 10 Agosto 2009 (Repubblica cit.: “Test INVALSI, i più bravi al Sud ma hanno copiato e vince il Nord”; Il Mattino, 11/8/09: “Medie, al Sud voti falsati agli esami”;  La Stampa, 12/8/2009: “Copiare come e perché”; Il Giornale, 10/6/2010: Povera Italia se barare diventa atto di giustizia”).

 

In considerazione di quanto già avvenuto anche per i risultati dell’anno scolastico terminato, in previsione dei prossimi risultati e per le motivazioni sopra elencate, la Commissione Cultura e Istruzione del “Parlamento delle Due Sicilie – Parlamento del Sud” chiede all’INVALSI e al Ministero per l’Istruzione:

 

1)     di non pubblicizzare i risultati ottenuti dalle ricerche in corso per evitare di diffondere notizie che risulterebbero oltremodo discriminanti nei confronti dei ragazzi del Sud e procurerebbero danni di carattere morale e materiale e lesivi dell’immagine degli allievi e dei docenti stessi oltre che tensioni inutili prima, durante e dopo le stesse prove (v. circolare allegata della Sovrintendenza Scolastica della Regione Campania, allegato 1);

 

2)     di non pubblicizzare i risultati per evitare strumentalizzazioni di carattere politico, anche a prescindere dalla volontà dei responsabili dell’Invalsi e del Ministero (v., tra le altre, le dichiarazioni alla stampa del deputato leghista Davide Cavallotto del 6/7/10);   

 

3)      di verificare l’effettiva utilità dei test “somministrati” e di dichiarare, a tal fine, se oltre ai costi sostenuti e previsti per queste prove, pur accettando la tesi della situazione di squilibrio tra scuole del Sud e del Nord, sono previsti costi per favorire un sostanziale riequilibrio della situazione: ammesso che sia vero, infatti, quanto sostenuto a più riprese dall’Invalsi, la Commissione Cultura del “Parlamento” vorrebbe sapere dall’Invalsi stesso e dal Ministero competente qual è la soluzione dei problemi evidenziati da diversi anni (mentre, da diversi anni e a prescindere dal colore politico dei ministeri, aumentano i tagli alla scuola e il numero degli alunni per classe, a totale e oggettivo discapito della qualità dell’insegnamento a Sud come a Nord);   

 

4)     di verificare l’attendibilità scientifica dei test in questione: sono tanti, infatti, gli esperti a livello scientifico-pedagogico a sostenere la relatività degli stessi test (v. esempio allegato, allegato 2) e la loro effettiva validità “oggettiva e universale” che sarebbe, secondo la tesi degli estensori, in grado in grado di accertare l’effettiva preparazione di allievi residenti in Italia, a Napoli come a Milano o a Bolzano o addirittura in altri paesi europei ed extraeuropei: in tal senso il dibattito in corso (significativa, tra gli altri, la posizione di Giorgio Israel) suggerirebbe una maggiore cautela;

 

5)     di tenere conto delle offese spesso generiche relative alla preparazione dei docenti meridionali e derivate dalla pubblicazione dei risultati: se fosse vero, infatti, il luogo comune legato alla scarsa qualità dei docenti con accenti meridionali, ci chiediamo per quale misterioso motivo gli stessi docenti (dopo il loro percorso di studi realizzato nell’ex Regno delle Due Sicilie), una volta trasferiti al Nord diventerebbero più preparati e più esigenti (tenuto conto della presenza massiccia di docenti meridionali costretti ad emigrare nelle scuole del Nord, come spesso è denunciato dai politici settentrionali);

 

6)     di tenere conto, in merito ai costi delle prove oggetto di questa istanza, della naturale variabilità dei dati ottenuti e della ovvietà di certe conclusioni secondo le quali “incontrano difficoltà maggiori gli allievi con ritardi di uno o più anni, gli allievi figli di immigrati” o di affermazioni per cui “le regioni con più disparità sociali sono quelle in cui i ragazzi escono da scuola con la preparazione meno omogenea” (Il Mattino, 6 agosto 2010, p. 12).

 

Per tutto quanto già evidenziato, si richiede al Ministero dell’Istruzione di assegnare i contributi previsti per le prossime prove Invalsi al miglioramento delle strutture scolastiche o all’allestimento di biblioteche, di palestre o di aule multimediali nelle regioni meridionali oggetto delle stesse ricerche contribuendo simbolicamente e significativamente alla realizzazione di pari condizioni in termini magari di strutture e anche di livelli sociali ed economici tra Sud e Nord e nella risoluzione di questioni meridionali ormai, a quanto pare, dimenticate.

 

Allegato 1: Nel corso delle conferenze particolare attenzione sarà riservata alla prova scritta a carattere nazionale, volta a verificare i livelli generali e specifici di apprendimento conseguiti dagli studenti in italiano e matematica.

Tale prova, com’è noto, concorre alla valutazione complessiva dell’allievo nell’ambito dell’esame di Stato. È evidente, quindi, la responsabilità delle istituzioni scolastiche che, in quanto soggetti istituzionali, sono chiamate a porre in essere strategie e misure atte ad assicurare che lo svolgimento della prova stessa avvenga correttamente, al fine di garantire che le prove somministrate conseguano esiti oggettivi e attendibili. In merito si rinvia al “Protocollo di somministrazione” e all’ ”Allegato tecnico” che saranno oggetto di successiva comunicazione ministeriale.

Si impone quindi all’istituzione scolastica un’attenta considerazione delle misure che vanno anzi prese con particolare cura, al fine di evitare che possa determinarsi il rischio di “comportamenti opportunistici”.

 

IL DIRETTORE GENERALE

 f.to  Luciano Chiappetta

MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE

UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER LA CAMPANIA

DIREZIONE GENERALE Prot. MPIA00DRCA R.U. n. 10090/U                                                     

Napoli, 3 giugno 2010

 

 

 

Allegato 2: Dopo la lettura di un brano rispondere alle seguenti domande (a.s. 2009/2010):

L’evoluzione nel tempo di un rapporto di amicizia

n B. il progressivo allentarsi di un rapporto di amicizia

n C. la riflessione su un rapporto d’amicizia ormai finito

n D. il rimpianto per un rapporto d’amicizia ormai finito

 

La parola “mentre”, alla riga 19, indica che tra ciò che viene detto prima

e ciò che viene detto dopo c’è un rapporto di

n A. opposizione

n B. causa-effetto

n C. contemporaneità

n D. consequenzialità

 

L’“impunità” di cui parla il narratore alla riga 48 consiste nel fatto che

n A. i bambini sono esonerati dai doveri della vita adulta

n B. i bambini non sono punibili per i guai che combinano

n C. i bambini sono liberi di giocare tutto il giorno

n D. i bambini riescono a sfuggire alle punizioni degli adulti

 

L’autore scrive principalmente per

n A. comprendere meglio un’esperienza ricordandola

n B. sconsigliare a qualcuno di ripetere la sua stessa esperienza

n C. spiegare che ogni rapporto ha qualche lato positivo

n D. comunicare i propri sentimenti all’amico di un tempo

 

Lo scopo principale del testo è di

n A. far capire i rischi di interventi che modificano l’ambiente

n B. analizzare le caratteristiche di un ecosistema

n C. dimostrare l’interdipendenza tra vegetazione e clima

n D. convincere il lettore a impegnarsi per l’ambiente

 

Scegli, fra le quattro riportate sotto, la congiunzione che connette in modo

appropriato le due frasi seguenti: “Ti perdono” - “tu prometta di non dire

più bugie”.

n A. Affinché

n B. Poiché

n C. Cosicché

n D. Purché

 

 

“Parlamento delle Due Sicilie – Parlamento del Sud”

IV Commissione - Cultura e Istruzione

Napoli, 18 agosto 2010

Il Nuovo Sud

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